
Oltre Stonewallsforlife: i muri a secco della Majella
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Stonewallsforlife, un’opportunità per le Cinque Terre
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Incontriamo Patrizio Scarpellini, direttore del Parco nazionale delle Cinque Terre, in occasione del prestigioso premio “Cinque Vele” che Legambiente e Touring Club Italiano hanno conferito al comprensorio delle Cinque Terre per la pulizia delle sue coste e del suo mare. Insieme a Scarpellini a ricevere il premio, ci sono anche i sindaci di Riomaggiore, Vernazza e Corniglia e Monterosso rispettivamente Fabrizia Pecunia, Francesco Villa, Emanuele Moggia.
“È un riconoscimento al lavoro che fanno le istituzioni e tutte le attività economiche che operano sul territorio – racconta con soddisfazione Scarpellini – a cominciare dalle aziende agricole che con la loro attività recuperano terrazzamenti e di fatto creano un presidio sul territorio, ma è anche un riconoscimento al valore del nostro paesaggio”.
Un paesaggio che sta molto a cuore al direttore del Parco e che lo vede da un anno impegnato nel progetto europeo “LIFE” Stonewallsforlife che ha l’obiettivo di recuperare circa sei ettari di muri a secco nell’anfiteatro di Manarola, per migliorare la produzione agricola, preservare il territorio e incrementare la capacità di resistenza alle alluvioni.
I lavori – nonostante qualche rallentamento dovuto all’emergenza Covid-19 – stanno procedendo: “i ricercatori dell’Università di Genova hanno completato i rilevamenti sul terreno e ad oggi stiamo individuando l’ente di formazione che si occuperà di organizzare i corsi ed entrare così nel vivo del progetto”, spiega Scarpellini.
Tra gli aspetti più interessanti e innovativi di Stonewallsforlife c’è la capacità di coniugare cura dell’ambiente e solidarietà. Infatti nei cinque anni della durata del progetto (2019-2024) sono previsti corsi di formazione sulle tecniche di costruzione dei muri a secco indirizzati a quaranta fra disoccupati e migranti che potranno, successivamente, trovare un impiego sul territorio.
“Qui tutto è pronto, abbiamo già acquistato i dispositivi di protezione individuale e quelli necessari all’esecuzione dei lavori di manutenzione dei muri e contiamo di calendarizzare i corsi per il prossimo autunno” – aggiunge Emanuele Raso, il geologo che ha contribuito alla scrittura del progetto e che oggi lo coordina per conto del Parco delle Cinque Terre.
Dal mare, ospiti della Goletta Verde di Legambiente, l’emergenza che vive questo territorio scolpito tra cielo e mare è evidente.
“È un paesaggio fragile che va preservato anche per il suo valore terapeutico – aggiunge Scarpellini – Chi viene qui oggi ha bisogno di camminare, di avere un contatto diretto con la natura e questo momento di premiazione lo viviamo come un punto di ripartenza perché dopo l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 è cambiato il modo di pensare. Non basta tornare come prima – conclude – dobbiamo fare ancora meglio e questo significa migliorarci soprattutto nel rapporto terra-mare: la terra deve rispettare il mare e le istituzioni devono essere parte attiva di questo processo”.




